Counseling - Adele Venneri - Channeler per Myriam

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Psicologia evolutiva
Counseling
In un momento epocale di grande cambiamento, come quello che l’umanità sperimenta in questo periodo storico, l’esplorazione di se stessi, diventa il mezzo essenziale per ottimizzare la qualità della propria vita. Esiste una figura professionale capace di creare uno spazio sicuro e protetto, privilegiato di accoglienza, attenzione, ascolto ed empatia in cui l’individuo possa parlare liberamente, al fine di comprendersi meglio e trovare in sé la chiarezza e l'energia per espandere i propri potenziali.

Questa figura esiste e si chiama Counselor.

Un disagio, una crisi di passaggio... un momento di impasse, troppo per non chiedere aiuto, troppo poco per imbarcarsi in una terapia che dura anni. Esistono momenti in cui ci vorrebbe un ascoltatore attento, preparato, capace di aiutarci a vedere chiaro e a metterci in contatto con le nostre energie interiori

Il Counselor è una figura che nei paesi anglosassoni esiste da tempo. Da breve tempo, si parla di normative per questa professione, anche in Italia.

A dispetto della forte assonanza tra il termine "counselor" e "consulente” il ruolo del primo non consiste assolutamente nel dare consigli o interpretazioni, ma nel guidare l'altro ad avere una visione più completa di sé, delle proprie capacità e di quell’ampio margine di libertà d’azione in cui è possibile dirigere consapevolmente la propria vita. 

L’etimologia del termine counselor riconduce al verbo latino “consulo” che significa “aver cura di, venir in aiuto di”. 

In certe situazioni non abbiamo chiaro in noi stessi ciò che stiamo vivendo... In questo caso la relazione d'aiuto può risvegliare e accrescere la capacità di autoregolazione.

Accogliere, accettare ed essere autentici, capire i bisogni dell’altro, saper ascoltare, comprendere e sapere dove e come intervenire, queste sono le abilità e le capacità che contraddistinguono un Counselor. 
Se vuoi dar da mangiare a qualcuno per un giorno, dagli del pesce. Se vuoi dar da mangiare a qualcuno per tutta la vita, insegnagli a pescare.
Come si comporta un Counselor?

Non interpreta, non giudica e non investiga, ma si dispone all’ascolto verso chi espone il suo disagio.
Colloquio dopo colloquio, il Counselor non si permette di definire ciò che l'altro deve fare secondo una modalità direttiva, ma facilita un processo di autoconsapevolezza.

L'assunto principale della PSICOLOGIA UMANISTICA, che ha dato vita alla relazione d’aiuto cioè al counseling, è che in noi è già presente la capacità di autodeterminarci in maniera consapevole per la risoluzione dei problemi.

Mediante rimandi e riformulazioni verbali, il Counselor dà inizio a un "gioco di luci". Ristrutturando il campo percepito dal cliente, si schiariscono le parti in ombra del vissuto emotivo, INTEGRANDOLE.

Questi cambi di luce in scena non sono regolati dal Counselor nelle vesti di regista “super partes”; i due protagonisti (Counselor e cliente) muovono in sinergia il gioco, con l’obiettivo comune di rendere più chiaro un campo percettivo un po' trascurato o deformato da elementi di disturbo come, ad esempio, continue ruminazioni interiori.

Durante i colloqui si resta faccia a faccia, nel contesto del QUI ed ORA, per intensificare la CHIAREZZA sulla questione di disagio.

Il Counselor sperimenta insieme al cliente il ruolo della CORPOREITA’ durante l’incontro: il corpo rientra sempre come veicolo di messaggi spesso non consapevoli, che il Counselor può rimandare verbalmente al cliente, limitandosi a rendere visibile ciò che coglie nel percepire le modalità più o meno coscienti dell’altro.
Nello stesso tempo, il corpo è un potente strumento di agevolazione del processo di evoluzione, laddove il Counselor può agevolare il processo di autoesplorazione invitando il cliente ad approfondire la respirazione, ad autocontattarsi con le mani sull’addome per facilitare la consapevolezza di sé come unità psico-corporea e agevolare un riequilibrio dello status energetico senza mai dimenticare che l’ascolto, il rimando verbale, la delucidazione, la completa assenza di giudizio e soprattutto il vivere nel Qui ed Ora.
Siate fari... non lanterne...
 
 
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